STORIE BELLE

Ecco la testimonianza di tre giovani che hanno aiutato concretamente la Conferenza di Boccaleone.

“L’emergenza pandemica che stiamo attraversando ci chiama tutti in causa, innanzi alle nostre responsabilità, in parte individuali in parte collettive che caratterizzano la società che ci circonda.
Questa difficile situazione ci costringe a porci diverse domande su quanto spesso ci adagiamo e accettiamo senza compromessi il benessere di una vita rilassata e priva di mancanze, dimenticando il più delle volte quanta fatica economica, sociale, relazionale vivano alcuni nostri vicini di casa. Fortunatamente, esistono alcuni benefattori che si occupano (già da molto tempo prima dell’inizio dell’emergenza) di rendere meno difficile e snervante la vita di chi ha di meno.
Una realtà particolarmente riconosciuta è l’Associazione San Vincenzo De Paoli, che su Boccaleone dedica risorse e tempo per preparare e distribuire pacchi alimentari, grazie al prezioso contributo della popolazione locale e della parrocchia.
In questo periodo in modo particolare, molti giovani del quartiere hanno deciso di impegnarsi a supporto dell’Associazione e di chi ha di meno, donando parte del proprio tempo, già fortemente penalizzato dalla difficile condizione emergenziale. Il compito appare complesso, ma semplificato dall’importante lavoro dietro le quinte maturato nel corso di lunghi anni di esperienza. I pacchi vengono preparati seguendo un preciso ordine, contengono generi alimentari di prima necessità e prodotti per l’igiene personale che per un mese devono sostenere le esigenze di famiglie (più di 35), alle volte anche numerose, e con figli minori molto piccoli. Grazie all’infinita generosità della Comunità che ci sostiene, alle donne e agli uomini che rappresentano questa Associazione, tanti giovani oggi si avvicinano maggiormente al mondo del volontariato, nell’intento di rendere meno dura e difficoltosa la strada della vita della nostra Comunità.
Pensiamo che questi piccoli gesti di aiuto e di sostegno possano essere oggi più che mai un esempio generoso e umano verso i nostri coetanei, invitandoli a fare lo stesso. Ci sentiamo di ringraziare l’Associazione San Vincenzo de Paoli per l’altruismo e l’amore che con le sue azioni riesce a trasmettere. Grazie di cuore per il vostro e nostro servizio insieme”. Giorgia e Riccardo

“Ho conosciuto una realtà attenta alle esigenze di ciascuno e pronta a fare il possibile per mettere l’altro a proprio agio. Che non si concentra solo sul bisogno e sulla mancanza alimentare ma sulle persone instaurando così relazioni basate sul rispetto dell’altro e la fiducia”. Sofia
La Conferenza di San Tomaso vanta tra i suoi iscritti una consorella tra le più longeve (classe 1931) che ha contribuito nel 1958 alla fondazione dell’attuale Conferenza parrocchiale, derivata dalla fusione della Conferenza maschile (costituita nel 1939) e di quella femminile (costituita nel 1946). Da quella data ha seguito le consorelle in forma ufficiosa, perché ufficialmente è iscritta dal 1966 (conferenza giovanile).
Ha fatto parte per tanti anni del Consiglio Centrale come segretaria. Ma non è per questi motivi che vogliamo segnalarla, anche se lo merita. Noi vogliamo parlare della sua forte personalità, del suo carattere coraggioso, perché sia di esempio in questi momenti così difficili. Nel 2020 ha avuto ben due disavventure, fratturandosi prima la spalla destra (mentre si apprestava alla preparazione dei pacchi per le nostre famiglie bisognose) e poi il polso sinistro. Tutto questo in due momenti diversi, ma ogni volta si è rimessa in piedi, senza mai lamentarsi o perdersi d’animo.
Ha continuato, da casa sua, a svolgere il compito di segretaria della Conferenza, senza far mancare la sua vicinanza, sia per telefono, sia attraverso il computer (che usa con grande maestria) per collaborare in modo costruttivo agli impegni caritativi.
Noi la chiamiamo “roccia” e le auguriamo ancora tanti anni felici con noi.
Che il Signore le conservi a lungo questo suo carattere grintoso, questa voglia di vivere e di occuparsi del suo prossimo.
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In occasione del Natale 2020 presso l’Aula Studio del Centro Universitario “Sant’Andrea” di via Porta Dipinta in Città Alta sono arrivati numerosi pacchi pieni di viveri a lunga conservazione donati da una coppia di amici benefattori. Dal momento che lì ha sede anche la FUCI, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana, l’associazione di studenti alla quale apparteniamo noi, ci siamo subito chiesti cosa potevamo fare di quel dono inatteso!
Pensando che Federico Ozanam diede inizio alle prime sue attività di solidarietà e assistenza proprio mentre era studente universitario alla Sorbona di Parigi, abbiamo contattato la signora Elena Guffanti, presidente della Conferenza San Vincenzo di Città Alta, e le abbiamo chiesto se potessimo consegnare a lei quanto ricevuto e se potessimo esserle di aiuto. D’accordo con lei ci siamo trovati presso la nostra sede e abbiamo smistato cibo, bevande, sapone, detersivi e molto altro in diversi pacchi alimentari. Dopo qualche giorno abbiamo recapitato questi pacchi presso il banco alimentare della San Vincenzo di Città Alta (che si trova nientemeno che nella bella cornice di Piazza Vecchia!): da qui la signora Elena e le altre volontarie portano quanto necessario alle persone bisognose, che non mancano anche in un contesto così particolare come Città Alta, di cui spesso si vede solo la superficie dorata, dietro la quale non di rado si nascondono solitudine e sofferenza.
Siamo stati molto contenti di aver potuto dare questo nostro piccolo aiuto e speriamo ci siano in futuro altre occasioni di collaborazione e di solidarietà.
Per noi studenti intrecciare lo studio, che soprattutto di questi tempi viviamo chiusi nelle nostre stanze, con l’incontro con l’altro è davvero un’occasione preziosa per crescere e formarsi come persone a tutto tondo.

Gli studenti della FUCI di Bergamo
Durante il periodo drammatico che tutti noi, personalmente e come Associazione, abbiamo attraversato lo scorso anno, a Fiorano sono sbocciati dei semi pazientemente gettati in tanti anni di attività nella Comunità.
In particolare il servizio di raccolta e distribuzione di generi alimentari gestito dalla Conferenza è stato per la prima volta sostenuto dai volontari del Gruppo Alpini: esperienza veramente eccezionale! Per alcune famiglie bisognose, attraverso l’operatore dei volontari del gruppo “Noi per gli altri” sono stati sistemati in modo decoroso alcuni appartamenti.
Tutte queste operazioni sarebbero state impossibili per noi volontarie della San Vincenzo.
Da queste collaborazioni, due persone che si sono mobilitate nei mesi più difficili, sono poi diventati volontari esterni e, tutt’oggi, sono un prezioso punto di riferimento per portare avanti le varie attività di sostegno e vicinanza alle famiglie della Comunità.
Viviamo in un territorio di montagna con notevoli bellezze paesaggistiche e storiche ma anche con delle criticità. Una di queste è legata all’insufficienza dei mezzi di trasporto pubblico: per poter lavorare, chiunque deve necessariamente essere munito di un mezzo di locomozione.
La crisi economica, la pandemia, la mancanza di liquidità hanno messo diverse persone nella situazione di non poter più pagare l’assicurazione dell’auto, il bollo, la revisione...
Il nostro accompagnamento è tutto orientato a favorire la ripartenza, per un’autonomia lavorativa seppur di poche ore.
La nostra missione consiste nel donare e far ripartire la Speranza.
Abbiamo raccontato di una criticità; ora parleremo di un aspetto positivo: la relazione.
Relazione che inizia con i nostri assistiti attraverso la consegna di un pacco alimentare (mai come in questo periodo è gradito).
Relazione attraverso il cellulare (mai così “bollente”).
Relazione che si fa Ascolto.
Ascolto che fa emergere i bisogni, la paure, ma anche le potenzialità della persona.
Competenze acquisite nel corso della vita che aspettavano di essere nuovamente concretizzate.
Relazione attraverso la quale si scopre che ci sono persone, stranieri comunitari, che non possono accedere al Reddito di Cittadinanza o residenti in Italia da nove anni con ISEE a zero.
Dentro questa situazione ci siamo mossi e abbiamo smosso amici (vicini e Assistenti Sociali erano già operativi), il Fondo Caritativo, la Comunità tutta.
Relazione che consolida i rapporti tra le persone e dura tutta la vita.
Stare accanto ai fratelli più poveri è una sfida, la più bella, che comporta anche tanti sacrifici.
Ciascuno di noi ha una famiglia ed è custode dei propri anziani e dei propri nipoti.
Durante i mesi più bui dello scorso anno, una consorella ha fatto presente la sua personale sofferenza per non poter essere operativa a causa del Covid, esprimendo al contempo viva gratitudine verso coloro che si sono adoperati in gesti concreti di carità.
Attraverso la Presidente Giuditta e il marito Fulvio, tutta la Conferenza le è stata vicina con queste parole.

La nostra forza poggia sulla situazione di dolore che voi amici vincenziani state vivendo.
Poggia sulla forza con cui stai reagendo, cara Ornella, alla morte della tua mamma.
La nostra forza poggia sul calvario di Franca.
La nostra forza poggia sull’attesa angosciante di Valentina
per il peggioramento della situazione clinica
di Gian Paolo.
La nostra forza poggia sulla serenità di Ines,
malgrado l’età e il vivere sola.
La nostra forza poggia su Giusy, anche lei provata
dalla morte del cognato.
La nostra forza poggia su Giovanna e Irene
che in maniera instancabile, dietro a un bancone di lavoro,
stanno servendo la nostra Comunità.
La nostra forza poggia su Sergio che ogni volta
che lo contattiamo telefonicamente alla nostra domanda
“Come stai?” lui risponde “Grazie a Dio sto bene!”.
La nostra forza poggia sugli sforzi del nostro
Consiglio Centrale e su quello di tutte le Conferenze
del territorio bergamasco che sappiamo provate duramente.
La nostra forza poggia sui Santi fondatori della San Vincenzo che,
in tempi forse peggiori dei nostri, hanno saputo tracciare e testimoniarci un chiaro modello evangelico.
Stai serena. Cerca di guarire per noi e per tutti. Sei un appoggio.

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Il 2020 passerà alla storia a causa della pandemia. Ci lascia nella tristezza, abbiamo visto e toccato tanto dolore. Abbiamo perso tre nostre amiche vincenziane e amici, senza poterli salutare, stare vicino a chi rimaneva. Siamo stati nello sconcerto, le nostre sicurezze hanno vacillato.
Certo non sarà più come prima, non è già più come prima.
Noi abituati ad accudire ci siamo ritrovati bloccati per paura e per decreti. In questo frastornante buio la Comunità si è stretta intorno a noi, tutti quei bei legami che con fatica avevamo coltivato negli anni sono sbocciati.
Associazioni, Parrocchia, Oratorio, il Centro di Primo Ascolto, Caritas, volontari vari, coloro che si incontrano nei “tavoli di lavoro” e che con tanta fatica abbiamo frequentato: proprio quella rete è stata il nostro ossigeno.
Certo non era più come prima, senza i nostri incontri, senza poter fare visita agli anziani delle RSA, senza le visite alle famiglie, ma c’è stato il telefono; non potevamo consegnare gli alimenti ma ci hanno sostituito nelle consegne. Tanta solidarietà che ci ha fatto sollevare lo sguardo.
Ciò ci ha permesso di continuare a dare testimonianza ai ragazzi che si preparavano a distanza per la Cresima e la Comunione: siamo entrati in questo nuovo mondo imparando cosa fossero Zoom e Google Meet.
Siamo riusciti con difficoltà a gestire anche una raccolta alimentare, sempre con l’aiuto dei giovani. Verso l’estate, abbiamo fatto un po’ di formazione, anche se interrotta: questo ci ha permesso di incontrarci con le dovute precauzioni.
Abbiamo avuto la gioia delle riflessioni dei nostri preti con i mezzi possibili, abbiamo imparato ad usare, con l’aiuto di tanti nipoti e amici, le nuove (per noi) tecnologie.
Con l’aiuto del Consiglio Centrale abbiamo potuto attivare un progetto lavoro per una nostra famiglia, con un riscontro molto positivo, e destinare un tablet ad una famiglia bisognosa che ci ha ringraziato con queste bellissime parole piene di gratitudine:

"Spett.le San Vincenzo di Nembro,
con la presente lettera, noi, famiglia *** desideriamo esprimere i nostri più sentiti ringraziamenti per tutto l’aiuto e il sostegno che ci avete dato in questi anni. Ci teniamo a ringraziare in particolar modo per l’iniziativa di regalare un tablet ai bambini bisognosi e per aver scelto la nostra famiglia; ci sarà molto utile, soprattutto in questo periodo di pandemia, per poter stare al passo con le attività scolastiche di ***.
Il vostro regalo ci è stato consegnato ed è stato molto gradito, per questo ci teniamo a ringraziarvi di cuore per tutto quello che fate per le famiglie bisognose.
Cordiali saluti.
Firmato mamma, papà e i tre figli”.
Nembro, 5 ottobre 2020


Tutto ciò ci sorprende e ci solleva perché nel buio è una torcia che illumina il nostro cammino indicandoci una strada nuova che noi non conosciamo e che ci intimorisce, ma siamo convinti che troveremo una nuova soluzione alle difficoltà che incontriamo.
Non vale più la frase “abbiamo sempre fatto così, non si cambia” … siamo obbligati a cambiare e questa nuova prospettiva aprirà nuovi orizzonti.
Imbarchiamoci in questa nuova impresa con l’entusiasmo degli esploratori, mettendo in conto errori e fortune, per scoprire un nuovo mondo, un modo nuovo di fare il volontario.
“Fatemi Studiare!” … un progetto in evoluzione!

Agli inizi di marzo dello scorso anno, a causa del diffondersi incontrollato della pandemia Covid-19, si entrava in quel lockdown totale che ci ha tenuto chiusi in casa per quasi tre mesi. Nello stesso tempo si interrompeva bruscamente il nostro progetto “Fatemi Studiare”. Quindici alunni della Scuola Primaria riuscivano, grazie all’aiuto di volontari a superare le loro difficoltà scolastiche.
In tutte le scuole di ogni ordine e grado si dava così inizio alla Didattica a Distanza. Un cambio di passo epocale, difficile da affrontare da parte di tutti, sia per gli insegnanti che per gli alunni.
Tutti hanno dovuto imparare ad utilizzare piattaforme on line per organizzare lezioni a distanza. Purtroppo non tutte le famiglie avevano a disposizione computer o tablet per collegarsi. Chi non è riuscito a procurarseli con i propri mezzi o attraverso la Scuola non ha potuto seguire le lezioni giornaliere, con una grave perdita dal punto di vista dell’apprendimento scolastico.
Gianna Vitari Andreoni, fondatrice e anima del nostro progetto “Fatemi Studiare”, è venuta purtroppo a mancare proprio all’inizio del lockdown. La sua famiglia ha fin da subito voluto destinare alla Scuola una generosa donazione, proprio in ricordo di chi aveva dedicato una vita all’aiuto di chi era in difficoltà. In collaborazione con la Referente Scolastica e con l’Assistente Sociale si è deciso di procedere all’acquisto di cinque tablet da destinare ad altrettanti bambini selezionati tra coloro che più necessitavano di un aiuto strumentale.
Ma, come le ciliegie, una buona azione tira l’altra, ed ecco giungere un’altra donazione da parte di due nostre Vincenziane che ci ha permesso di completare il dono con tutte le relative custodie.
Una volontaria del progetto ha voluto partecipare e ha preparato le borse contenitrici, facendole personalizzare con il nome del Progetto e relativo logo.
Pronto tutto, sabato 27 febbraio 2021 nel cortile di Palazzo Carrara, nel corso di una piccola cerimonia molto intima, nel pieno rispetto delle regole, Giliola, la Presidente della Conferenza, ha consegnato i doni ai bambini giunti accompagnati dai rispettivi genitori. Presenti la famiglia di Gianna, il nostro Don Augusto, l’Assessore alla Cultura e alla Scuola e l’Assessore alle Politiche Sociali, la Presidente Provinciale della San Vincenzo e le volontarie che nel progetto avevano seguito i bambini.
Sono previste nuove chiusure totali nel prossimo futuro, ma ci piace pensare di avere dato a questi ragazzi un’opportunità, la certezza di un sostegno, pur in un tempo così difficile per tutti.
Vogliamo qui ringraziare di cuore tutti coloro che con il loro contributo hanno reso possibile tutto questo.

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Questa pandemia ha risvegliato in molti il senso della solidarietà, anche la Conferenza di Ranica ha beneficiato di questo risveglio.
Infatti, durante i mesi del lockdown, quasi tutti i membri della Conferenza erano impossibilitati a muoversi per i limiti di età. Alcune forze nuove si sono proposte per sostituirli nella preparazione dei pacchi alimentari e la loro consegna ai singoli destinatari.
Due volontari, giovani e capaci, entusiasti dell’operare della San Vincenzo, sono diventati soci a tutti gli effetti.
Questa è la cosa più bella che è capitata alla nostra Conferenza!
L’Associazione “Società di San Vincenzo de Paoli” è radicata nella Comunità di San Paolo d’Argon ormai da diversi decenni: numerose sono state le attività proposte a favore del benessere di famiglie in difficoltà.
In questo particolare anno di emergenza sanitaria, il gruppo di San Paolo d’Argon ha trovato modalità diverse per dare sostegno alle famiglie bisognose, riuscendo comunque a continuare nella sua opera di volontariato. Per far questo è stato necessario mettersi in gioco con strategie nuove: l’impossibilità di essere sempre presenti fisicamente accanto alle persone è stata sopperita dall’utilizzo delle nuove modalità di comunicazione, come videochiamate e l’utilizzo di strumenti informatici per il supporto pratico alle necessità.
Naturalmente in alcuni casi sarebbe stato difficile dare aiuto se non recandosi fisicamente dalle famiglie, pur mantenendo tutte le precauzioni necessarie.
In quest’anno sono emerse nuove necessità legate appunto alla tecnologia, in particolare:
- fornire supporto per la DAD (Didattica a Distanza) attraverso la formazione per l’utilizzo del PC e degli strumenti di navigazione;
- facilitare le famiglie alle modalità di trasmissione di dati sanitari come il fascicolo sanitario o le prenotazioni via web di prestazioni ospedaliere.
Proprio riguardo all’aspetto scolastico, è stata proficua la collaborazione tra la San Vincenzo e l’istituzione scolastica, sia in termini di condivisione di progetti di aiuto, sia in termini pratici di ascolto reciproco delle necessità di tutti noi protagonisti coinvolti.
L’Associazione ha portato avanti i suoi interventi adeguandosi al momento storico: tra questi, importante è stato l’aiuto dato a una famiglia con considerevoli difficoltà socio-economiche, la mamma è stata aiutata a intraprendere un corso di lingua italiana online e uno sulla sicurezza sul lavoro. Il nostro contributo è stato quello di provvedere al pagamento di Internet e dei corsi on line. L’obiettivo di questo intervento è stato il dare la possibilità alla mamma di avere un bagaglio di formazione che possa renderle possibile l’ingresso nel mondo del lavoro, al fine di provvedere al mantenimento della famiglia, oltre che al suo inserimento dal punto di vista sociale nella Comunità. Come tanti percorsi di aiuto, il supporto non è sempre stato facile: ci sono state alcune difficoltà ad accettare il cambiamento, dovute, anche, alla cultura di appartenenza. Il nostro obiettivo era di far comprendere l’importanza di accogliere i consigli e di accettare la disponibilità a collaborare, perché solo così si può avere un maggior benessere, non solo personale, ma anche collettivo.
Durante la pandemia con la collaborazione di diverse Associazioni del Territorio (ACLI, Conferenza San Vincenzo, CPAC, volontari di quartiere, Gruppo Missionario, Comune, Parrocchia, AVIS, AIDO) è stato proposto per tre volte il “Pranzo condiviso”.
Una proposta di pranzo con menù a prezzo fisso da asporto con due finalità importanti:
- permettere ai ristoratori del paese di poter lavorare in un periodo per loro molto difficile;
- destinare parte del ricavato a progetti di solidarietà (che concretamente si è poi tradotto nell’attivazione di una borsa-lavoro per una mamma in difficoltà).
Raccolta Conad “Dona una spesa”. Abbiamo aderito alla proposta della Conad, arrivata da Bergamo, in collaborazione con la Consulta delle Associazioni, del CPAC, delle Conferenze San Vincenzo di Villa d’Almè, Almè e Almenno San Salvatore. Alcuni educatori con i loro ragazzi di due Cooperative Sociali del Territorio e altri volontari, hanno organizzato una raccolta viveri per tutta la giornata che ha permesso di raccogliere 520 kg di generi alimentari.

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