PROGETTI FINANZIATI DA BANDI, FONDAZIONI E IN PARTENARIATO


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Percorso di progetti integrati per la risposta alle fragilità in tempo di post Covid-19
Il progetto finanziato dall’8x1000 si sviluppa in quattro percorsi

PROGETTI PER FAMIGLIE COLPITE O IMPOVERITE DALLA PANDEMIA
Le famiglie destinatarie di questo progetto sono quei nuclei familiari che si trovano travolti da questa nuova crisi economica in molti settori di vita (lavoro, casa, relazioni) e i cui componenti abbiano il desiderio di costruire o ricostruire un proprio progetto di vita che permetta loro di realizzare i propri sogni e le proprie aspirazioni e di uscire dalla condizione di bisogno. Ogni famiglia avrà a disposizione una dote economica e delle possibilità formative e/o di attivazioni lavorative che saranno personalizzate sulla base della progettualità costruita con tutte le parti coinvolte (famiglia, San Vincenzo, CPAC, Servizio Sociale, …). L’accompagnamento famigliare permetterà di esplorare e valorizzare competenze che verranno poi “spese” in forma di volontariato presso le realtà del proprio Territorio, consentendo alle famiglie di essere attive e sentirsi costruttrici della vita comunitaria.

FAMIGLIE STRANIERE E DI PRIMA IMMIGRAZIONE
Dentro il primo percorso, sopra descritto, un’attenzione particolare verrà dedicata alle famiglie straniere e alle famiglie di prima immigrazione, che si ritrovano senza contatti, senza orientamento e assorbite nella difficile gestione della burocrazia, nella ricerca di un lavoro o di un alloggio, a forte rischio di isolamento, solitudine, indifferenza. Il progetto prevede un sostegno e un accompagnamento educativo dedicato per queste particolari situazioni.

PROGETTI PER I GIOVANI
Ai giovani, che in questo momento storico sono privati di ogni tipo di possibilità di esperienza sul Territorio, riserviamo un percorso progettuale che possa dare opportunità di esperienze significative, positive e di respiro per eventuali sviluppi futuri, puntando sulla scoperta e il potenziamento delle proprie capacità, sul bilancio delle competenze e sul desiderio di costruire un futuro possibile.

PROGETTO SEGNO PER BREVI ESPERIENZE PRO-LAVORATIVE
In un tempo così denso di incertezze, nel cui orizzonte si profila una situazione economico/lavorativa con risvolti drammatici, la San Vincenzo intende rinnovare il servizio della distribuzione degli alimenti alle Conferenze, attivando un progetto che sia luogo di opportunità e piccolo segno di speranza per chi ha perso o non trova lavoro, vuole rinnovarsi nella propria formazione lavorativa, vuole sperimentarsi in un’altra attività, vuole trovare una tregua all’angoscia del non poter far nulla.

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Il progetto vede il Consiglio Centrale della San Vincenzo di Bergamo come Ente Capofila e si sviluppa dalla collaborazione tra diversi partner (Società Cooperativa Sociale Totem Onlus, Associazione “Società San Vincenzo de Paoli” OdV - Federazione Regionale Lombarda, Il Pugno Aperto Cooperativa Sociale, Cooperativa di Bessimo Onlus) e soggetti della rete (Assessorato alla Coesione Sociale del Comune di Bergamo, Caritas Diocesana Bergamasca e la sede di Bergamo della Fondazione ENAIP Lombardia). Gli obiettivi principali del progetto sono:
• fare rete tra le organizzazioni che si occupano di povertà cercando di costruire una migliore risposta ai bisogni delle persone, in una modalità di collaborazione e costruendo sinergie partendo dalle “antenne territoriali” individuate;
• individuare e sostenere nuove situazioni di famiglie della Città di Bergamo che hanno visto peggiorare la loro condizione di vita a fronte dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19;
• raccogliere informazioni utili circa le situazioni di povertà per una mappatura dei bisogni dell’oggi. Il progetto intende sostenere con doti economiche e possibilità formative e/o di attivazioni lavorative il seguente target di beneficiari intercettati dalle varie “antenne territoriali”:
> nuclei famigliari o singoli con problemi legati al Covid-19: il target specifico vorrebbe essere quello di nuove povertà o aggravamenti conseguenza del Covid-19 che non fossero già cronici;
> nuclei famigliari o singoli senza alcuna misura di sostegno al reddito di natura pubblica (es. Reddito di Cittadinanza) o se presenti che non permettano una condizione di sostenibilità di vita;
> situazioni con almeno un membro del nucleo sul quale è pensabile l’avvio di una progettualità proattiva che veda la persona partecipe di un percorso non solo di carattere assistenziale.
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Percorsi di sostegno e riattivazione per e con famiglie in situazione di fragilità, ai tempi del Covid-19
Il progetto intende portare, attraverso azioni di sinergia tra i volontari, gli operatori dei Servizi Sociali, le realtà significative del Territorio della Città (CPAC / gruppi Caritas, Parrocchie e Oratorio, CAV, …), un modello di accompagnamento alle situazioni famigliari intercettate di tipo non assistenzialistico, che promuova protagonismi ed emancipazione di ciascun componente del nucleo dallo stato di bisogno, con una particolare attenzione ai nuclei con componenti giovani al proprio interno. Si intende mettere in campo una stretta connessione tra il bisogno dei singoli componenti delle famiglie intercettate, le loro risorse e il sistema delle opportunità presenti sul Territorio della Città, in ogni specifico Quartiere, affinché il percorso di riattivazione della famiglia possa diventare un’opportunità di crescita anche per la Comunità in cui è inserita, che è chiamata a crescere insieme a tutti i suoi cittadini prendendosene cura, apprendendo da loro e coinvolgendoli. Le famiglie aiutate si impegnano a restituire quanto ricevuto in termini di tempo e competenze da donare, partecipando alla costruzione del benessere della propria Comunità.
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L’idea del progetto inizia da alcune persone nembresi e nasce dalla condivisione virtuale, fra due sponde dell’oceano, di solitudini, di memorie, di lutti e di malattia a Nembro durante la prima ondata di Covid-19. Dal dolore e dallo sconcerto della perdita di tante persone conosciute, è scaturita una consapevolezza della ricchezza dei legami nembresi, del suo tessuto comunitario, di legami fitti di storie personali e famigliari che si intrecciano per dare forma alla comunità, unica per noi, per chi è stato prima e, desideriamo, per chi verrà dopo.
Per superare la tragedia, non basta l’impegno di una singola persona: perché questo avvenga senza danni e senza strascichi, l’elaborazione dello stress, della tragedia, del lutto deve avere anche una dimensione collettiva, la dimensione del fare memoria condivisa.
Le finalità del progetto sono:
• raccogliere e ricordare le storie delle persone che hanno contribuito alla comunità nembrese;
• elaborare il lutto personale e sociale;
• intrecciare le generazioni per dare un senso e un futuro ai legami sociali nembresi, anche attraverso questo progetto.
Le memorie saranno raccolte tramite interviste a cittadini su base volontaria e la raccolta di foto e video che verranno inseriti all’interno di un sito dedicato, che verrà continuamente aggiornato (www.cantami.it).
La San Vincenzo Bergamasca ha scelto di sostenere il progetto non solo per dare aiuto ad una Comunità che si è scoperta fragile, in cui la locale Conferenza opera da più di novant’anni a servizio dei più poveri, ma anche perché riconosce l’immenso valore del ricordare storie e legami che possono essere raccontati e condivisi, simbolo di legami solidali che hanno un passato proteso al futuro.
Il progetto si pone come start-up, trasferibile, anche ad altre realtà che vogliono fare memoria per guardare con speranza al futuro delle relazioni sociali tessute nella propria Comunità.